Non profit Coronavirus, 10 storie di volontariato creativo per reagire stando a casa

Non profit Coronavirus, 10 storie di volontariato creativo per reagire stando a casa

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Pronto intervento per animali domestici, biblioteca a domicilio, video letture per bambini (anche in lingua dei segni), aiuto ai detenuti, supporto psicologico su disturbi alimentari, Alzheimer, violenza sulle donne…
Una selezione delle iniziative segnalate dai CSV La vita in tempi di Coronavirus può essere molto più difficile, quando la permanenza forzata in casa aggrava situazioni di fragilità già esistenti. In questi casi, la sola percezione che “là fuori” c’è qualcuno che può aiutarci in modo disinteressato allevia certamente la sofferenza e la sensazione di paura e solitudine.
In queste settimane si è parlato parecchio delle migliaia di volontari della protezione civile, delle pubbliche assistenze e di numerose associazioni che intervengono a migliaia sul fronte sanitario o nell’aiuto alle persone anziane e disabili, portando a domicilio, spesa, farmaci e un po’ di calore umano. Ma è proprio in frangenti inediti come l’attuale che il volontariato riesce a dare il meglio della sua creatività, inventando risposte solidali anche per “nicchie” di bisogno che le istituzioni non riescono a vedere.
I principali diffusori di queste iniziative sono i Centri di servizio per il volontariato, che attraverso pagine speciali e notiziari stanno pubblicando un flusso continuo di informazioni per orientare sia i volontari che le persone più in difficoltà. Dalla mappa dei CSV o dalla sezione aperta sul sito di CSVnet si può risalire ogni giorno a storie, numeri utili e guide per sapere cosa si sta muovendo fin nel più piccolo territorio italiano. CSVnet ha scelto di pubblicare le più originali di queste storie segnalate dai CSV. In questo articolo trovate le prime 10.

1. Veterinari a domicilio.
La vita al tempo del #iorestoacasa è dura anche per gli animali domestici, se i loro padroni sono magari costretti in quarantena o per motivi di salute non possono assicurare loro le cure necessarie. A Fossano (Cuneo) è scesa in campo l’associazione “Unità medico veterinaria volontaria”, con i suoi veterinari volontari pronti ad accorrere con un mezzo adatto al trasporto degli animali. I dettagli sul sito del Csv di Cuneo.

2. Contro la violenza sulle donne.
La coabitazione forzata rischia di essere fatale per le donne che subiscono violenza domestica. Su tutto il territorio nazionale si moltiplicano gli aiuti di molte associazioni, alcune delle quali hanno deciso di continuare a tenere aperte le proprie sedi per dare supporto non solo online. È il caso dell’associazione Ponte Donna, che gestisce il centro antiviolenza “Marielle Franco” per i comuni di Anzio, Ardea e Pomezia. Come spiegato dal Csv del Lazio il centro è aperto tre volte a settimana grazie alla presenza di operatrici dotate di tutti i dispositivi di sicurezza necessari.

3. I libri arrivano a casa.
Per allietare la permanenza forzata in casa la libreria sociale “Il Dono” di Aversa (Caserta) ha pensato a un servizio di biblioteca a domicilio. “Tu resta a casa. Noi ti diamo un libro” è il titolo del progetto, promosso dal comune e dal CSV di Caserta. Permette di concordare per telefono il prestito o il dono di un libro tra quelli messi a disposizione dalla libreria, che sulla propria pagina Facebook offre un catalogo aggiornato delle disponibilità. A consegnare i testi a domicilio pensano i volontari della protezione civile.

4. Fotografi dalla finestra.
L’associazione Ambiente Basso Molise, segnalata dal Csv regionale, ha indetto il concorso fotografico “Il mondo dalla finestra” aperto a tutti, amatori e professionisti. La foto può essere scattata dalla finestra o dal giardino di casa, “basta avere uno sguardo diverso e capire che i soggetti più belli spesso sono sotto i nostri occhi. Il regolamento si può richiedere a ambientebm@gmail.com.

5. Storie “piccinne”.
Per i bambini che amano le letture animate e per quelli che già frequentavano le biblioteche in cui si svolge questo tipo di attività, il CSV Brindisi Lecce segnala le “Storie piccinne” dell’associazione Amici della biblioteca di Tuglie (Lecce), che ha deciso di pubblicare sul proprio canale YouTube delle videoletture di libri per bambini, da ascoltare quando vogliono.

6. Fiabe, disegni e segni.
#neverremofuori è l’hashtag della campagna promossa dal Csv di Bari insieme all’associazione Artemes, che si rivolge soprattutto a persone o famiglie svantaggiate e che tra le sue attività comprende la scoperta di situazioni di disagio attraverso l’analisi di disegni di bambini. L’appello questa volta è a inviare disegni e foto di vita familiare, che saranno rilanciati sui social e sul sito del Csv. Tra le altre attività da questo segnalate c’è anche “Diamo voce alla musica” (lezioni di canto online) e “La fiaba degli abbracci” (fiabe raccontate anche con il linguaggio dei segni).

7. Disturbi alimentari a distanza.
Il nuovo regime di vita imposto dal restare in casa può anche scatenare o aggravare condotte che portano all’anoressia o alla bulimia. Gli operatori dell’associazione Il Pellicano onlus di Perugia forniscono un supporto psicologico a distanza a coloro che soffrono di disturbi del comportamento alimentare, nonché a familiari a genitori. È una delle segnalazioni del CSV dell’Umbria, sul cui sito compaiono altre iniziative particolari di volontariato.

8. Un telefono per i familiari di malati di Alzheimer.
Per chi convive con un familiare malato di Alzheimer, la necessità di rimanere in casa in queste settimane comporta un ulteriore carico da affrontare. L’associazione Officine Sociali di Ariano nel Polesine (Rovigo) propone un supporto psicologico per via telefonica, “per affrontare le paure, le incertezze, le difficoltà legate alla pandemia e all’obbligo di rimanere a casa”. Lo segnala il CSV di Rovigo che pubblica i dettagli in questa pagina.

9. Per un carcere meno duro.
C’è infine chi a casa non può restare, semplicemente perché sta scontando una condanna in carcere. Da quando sono entrate in vigore le misure più restrittive per arginare l’epidemia i detenuti hanno smesso di ricevere le visite dei familiari e spesso non possono nemmeno contare sulle videochiamate. Ma è solo una delle difficoltà in più che le persone recluse stanno affrontando. Per questo il comune di Piacenza, insieme alle associazioni della rete Carcere e con il supporto della sede locale del CSV Emilia, ha attivato una raccolta fondi per l’acquisto di prodotti per l’igiene personale, la sanificazione degli ambienti, l’acquisto di tessere telefoniche per mantenersi in contatto con i familiari, e per il sostegno ai detenuti più poveri.

10. Voci di dentro.
Sempre in tema carcere, la sede di Chieti del neonato Csv dell’Abruzzo segnala una edizione speciale di Voci di dentro, il periodico scritto dai detenuti di Chieti e Pescara. Ragionando attorno al tema della “Metamorfosi”, i redattori hanno raccontato delle loro paure, dei loro desideri e delle proteste ancora in atto per ottenere dignità, salute e sicurezza. (CSVnet)

Fonte: Redattore Sociale.it

28/03/2020